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Devo tirarlo fuori, altrimenti il pensiero mi tormenterà.

Un anno esatto fa, più o meno a quest’ora, avrei ricevuto la telefonata più atroce della mia vita.

Da quel momento in poi sarebbe cambiato tutto. Un vortice di dolore, incredulità, stordimento, silenzio, visite mediche, follia.

Stanotte ho sognato di piscine melmose che, con un tocco, diventano improvvisamente limpide e trasparenti.

Ho sognato di strani, piccoli animali dall’aspetto sgradevole che mi seguivano e mi chiamavano mamma.

Ho sognato di una vacanza condivisa con gente pressoché sconosciuta

Ho sognato il mare e la scogliera e due persone, a me sconosciute, che dovevano salutarsi. Una delle due, un giovane uomo, doveva tornare nel suo mondo. Il suo tempo su questa terra era finito.

Io arrivavo trafelata alla scogliera, avvertita da un uccellaccio parlante, per assistere al commiato.

Da questo momento in poi e fino al 26 gennaio, ogni giorno per me sarà segnato da ricordi e da un cuore che mi fa tanto male.

Sono pronta a viverlo passo dopo passo. Oggi, in questo momento, il passo è ancora sicuro. Non posso garantire sul successivo.

A complicare tutto, il ciclo in arrivo (previsto proprio per giorno 26!!!) e la prossima sindrome premestruale.

Ma non devo pensarci. Devo focalizzare sul presente. Su oggi. Su ogni singolo, piccolo, passo in avanti.

 

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