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Non ho molte energie in questo periodo. Le poche residue sono tutte dedicate alla sopravvivenza quotidiana.

Applico la regola dei piccoli, piccolissimi passi.

Un giorno alla volta, un’ora alla volta, un attimo alla volta.

Sono arrivata, così, alla visita dal ginecologo e al momento del confronto sull’autopsia. Il mistero è chiarito. La trisomia 18, poiché malattia METABOLICA, non necessariamente si accompagna a malformazioni.

Nulla di strano, dunque, che Claudia fosse un piccolo concentrato di imperfetta perfezione.

Per quanto possibile, abbiamo tirato un sospiro di sollievo e messo nel cassetto virtuale delle cose più dolorose anche questo tormento.

Abbiamo anche parlato della difficoltà a far arrivare una nuova vita. Lui sostiene che mi sto solo stressando e che sembra tutto a posto. Mi ha fatto fare dei dosaggi e, in effetti, i valori erano nelle norma.

Attendo l’esito del pap test per avere un tassello ulteriore.  A quel punto valuterò sul da farsi.

Adesso sono nella zona oscura detta “zona verdetto”, quando il ciclo sta per arrivare e tu ti distruggi il cervello chiedendoti ogni due secondi se sei incinta o non lo sei.

Dovrebbero inventare qualche nuova tecnologia per sottrarci a questo tormento. Incinta sì/Incita no…subito dopo l’ovulazione. E amen

Mancano due giorni al ciclo. Ho tutto e nulla. Mi dispero, mi angoscio

Poi respiro e mi dico: un giorno, un’ora, un attimo alla volta.

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